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Lotta ai tumori killer: i percorsi di diagnosi e cura
Presentato "Raccomandazioni cliniche per i principali tumori solidi" frutto del lavoro di oltre 400 operatori sanitari. L'assessore Enrico Rossi: "Per tutti i cittadini toscani le stesse cure di avanguardia"

Firenze, 4 luglio 2005 - Una rete regionale di strutture pubbliche contro i cinque "tumori killer". E in tutte le strutture un identico e avanzato percorso di diagnosi, cura e riabilitazione per questi tumori che coinvolgono il più alto numero di pazienti oncologici: i tumori della mammella, del polmone, del colon-retto, della prostata e i tumori ginecologici (endometriale, cervicale e ovarico). L'Istituto Toscano Tumori presenta le "Raccomandazioni cliniche per i principali tumori solidi" nella sua prima Conferenza di organizzazione, che si tiene oggi pomeriggio dalle ore 16 nella Sala Verde del Palazzo dei Congressi di Firenze.

"La nostra scelta - ha spiegato l'assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi nel corso di una conferenza stampa - è quella di lavorare per assicurare a tutti i cittadini toscani la stessa alta qualità di prestazioni in campo oncologico. La rete dell'ITT è tessuta da tutte le risorse che esistono in Toscana in tema di oncologia e di ricerca sul cancro. Chi si rivolge a uno dei suoi numerosi "sportelli" è certo di poter attingere a quanto di meglio è disponibile attualmente per l"intero percorso assistenziale e alle più avanzate conquiste della ricerca scientifica".

Hanno lavorato per la redazione dei percorsi diagnostico-terapeutici oltre 400 operatori appartenenti a tutte le zone della Toscana, dipendenti del Servizio Sanitario regionale e delle Università, impegnati negli ospedali e nei servizi territoriali, appartenenti a tutte le professioni sanitarie e rappresentativi di tutte le specializzazioni coinvolte nel percorso assistenziale oncologico. I cinque gruppi di lavoro sui tumori presi in esame sono stati coordinati dai professori Andrea Chiavacci, Francesco Di Costanzo, Vito Distante, Angiolo Gadducci e Andrea Lopes Pegna. Si è trattato di uno sforzo collettivo senza precedenti per mettere a punto i percorsi assistenziali sulla base dei livelli più aggiornati di evidenza cliniche, di appropriatezza e di efficacia dei risultati.

Pilastri fondamentali dell'attività dell'Istituto Toscano Tumori sono l'integrazione delle prestazioni, la qualità diffusa, adeguata agli standard internazionali, l'omogeneità dell'intero percorso assistenziale sulla base della condivisione delle scelte cliniche da parte degli operatori, pienamente coinvolti nell'intero processo. In sintesi: capire, curare e prevenire il cancro, al meglio e per tutti. Per il prossimo futuro il programma dell'ITT prevede una validazione scientifica internazionale delle linee guida e un loro progressivo aggiornamento, come hanno precisato il direttore scientifico (di fresca nomina) dell'Istituto professor Lucio Luzzatto e il direttore operativo professor Gianni Amunni. Gradualmente verranno adottati protocolli analoghi anche per altri tumori meno frequenti ma non per questo meno importanti.

Attualmente l'Istituto Toscano Tumori dispone di un centro per la prevenzione (Cspo), 16 dipartimenti oncologici, 20 accoglienze, 12 Centri Oncologici di riferimento territoriali, 15 unità operative ospedaliere di oncologia medica, 8 unità operative ospedaliere di radioterapia, 17 unità di cure palliative, 15 centri di riferimento regionali. Nella stessa rete, di cui è parte integrante il sistema universitario toscano, sono impegnati gli specialisti, i ricercatori, i medici di medicina generale e 50 organizzazioni di volontariato.

I principali tumori solidi in Toscana (dati Cspo)
In Toscana i tumori più frequenti sono quelli del polmone, colon-retto e prostata nei maschi, mammella e colon-retto nelle femmine. Si osserva oggi una riduzione della mortalità, per il complesso delle cause tumorali e per molti dei tumori più rilevanti, tra cui il polmone e la prostata tra i maschi, tra le femmine la mammella (-20% negli ultimi 12 anni, sopravvivenza 90% a 5 anni), l'utero (mortalità dimezzata dagli anni '90 ad oggi) e i tumori del colon-retto nei due sessi (-15% negli ultimi quindici anni). L'aumento dell'incidenza (nuovi casi) puo' essere in parte legato ad una diffusione della diagnosi precoce, come nel caso della mammella, della prostata e del colon retto. Aumenta l'incidenza del tumore del polmone nella popolazione femminile, opposto a quanto evidenziato per i maschi, effetto della diversa tendenza dell'abitudine al fumo nei due sessi. Al contrario si osserva una costante diminuzione dell'incidenza di tumore dello stomaco, che comunque rimane un problema sanitario rilevante in alcune aree della Toscana come il Mugello e il Casentino. Il tumore del polmone resta una delle sedi a peggior prognosi. In Italia il cancro del polmone è ancora la causa più importante di morte per tumori maligni; ogni giorno muoiono per questa malattia più di 80 italiani. La sopravvivenza a 5 anni è molto bassa e pari a circa il 10%. Per questo la Regione Toscana ha voluto intraprendere importanti iniziative in tema di prevenzione primaria per ridurre le abitudini al fumo, e in ambito di prevenzione secondaria. E' stato avviato uno studio controllato (ITALUNG TC) per valutare il contributo della diagnosi precoce attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie. Il Piano sanitario 2005-2007 prevede una piena estensione degli screening per raggiungere la copertura del 100% della popolazione target. Attualmente si stima che gli investimenti della Asl in Toscana per gli screening oncologici siano pari a circa 11 milioni di euro. Il Piano dedica alle "Azioni per la prevenzione e la cura dei tumori" il primo dei 12 Progetti speciali di interesse regionale, che sono stati individuati come prioritari per la salute dei cittadini toscani, e che verranno finanziati con 90 milioni di euro nei tre anni.

[Fonte: Ufficio Stampa Regione Toscana]