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Le novità dal XII Congresso di Medicina e Chirurgia Cosmetica di Barcellona
Ne parliamo con il prof. Pier Antonio Bacci, docente di Flebologia e Chirurgia Estetica nella Scuola di Chirurgia Università di Siena.

prof. Pierantonio Bacci, Docente di Chirurgia EsteticaArrivano dal XII Congresso di Medicina e Chirurgia Cosmetica di Barcellona (28-30 aprile 2004) le nuove tecniche per il trattamento di patologie mediche ed estetiche che agiscono direttamente sui meccanismi cellulari risolvendo rughe - ponendosi quindi come valide alternative al botulino - acne, cellulite e telangiectasie. Senza bisturi e senza sofferenza: Transderm, Lipofilling, Biocosmesi, Endocoagulazione laser, Endomodulazione.

La "Transderm", approvata pochi mesi fa dalla severissima FDA americana ha suscitato l'interesse del mondo scientifico internazionale. "Rappresenta", dice il professor Pierantonio Bacci, docente di Flebologia e Chirurgia Estetica nella Scuola di Chirurgia Università di Siena, responsabile Centro di Flebologia - Clinica Villa Maria Teresa Firenze e pioniere della nuova tecnica, "un'importante svolta nel campo della medicina, perché è l'unica tecnica dimostrata che consente, per via transcutanea in modo incruento e senza alterazioni, la penetrazione nei tessuti di varie sostanze che possono essere anche di grandi dimensioni (come ad esempio il collagene) , finora infiltrate in profondità solo con siringhe e aghi, in grado di attivare , regolare e nutrire i tessuti stessi. Le "vecchie" metodiche elettriche e meccaniche del passato non sempre riuscivano a raggiungere l'obiettivo perché rompevano o alteravano molte di queste sostanze, oltre a provocare talvolta ustioni o fibrosi.

"L'efficacia di transderm", spiega Bacci, "è legata all'associazione di due metodi: la dermoabrasione e la dermoelettroporazione. La prima elimina lo strato corneo ripulendo la pelle dalle cellule necrotiche che impediscono l'assorbimento profondo di qualsiasi sostanza, la seconda, la dermoelettroporazione, si basa su lievi impulsi elettrici e vibrazioni che "aprono" delle porte funzionali fra le cellule, come dei "canali" nelle strutture tessutali, che attivano delle correnti di liquido interstiziale con la capacità di utilizzare questi condotti naturali per portare le sostanze curative come elastina, collagene, acido ialuronico ma anche sostanze botulinosimili, dermocosmetici, vitamine e aminoacidi nell'ambito della matrice interstiziale e, in alcuni casi, nell'ambito cellulare. Contemporaneamente l'apparecchiatura, per mezzo di particolari vibrazioni stimola sia i vari recettori che si trovano sotto la pelle, come ad esempio i corpuscoli di Merkel (deputati alla vascolarizzazione della pelle) sia i fibroblasti che producono nuove fibre di collagene e trattengono acqua per garantire l'idratazione naturale della pelle. Le osservazioni cliniche- 400 persone per 18 mesi con varie patologie - rughe, esiti di acne, smagliature di vecchia data, cellulite (in particolare in quelle aree difficili come l'interno coscia) e capillari superficiali - ha dimostrato l'efficacia della metodica nel riattivare i naturali processi metabolici rigenerando nuovi tessuti e favorendo nello stesso tempo l'eliminazione di quelli irregolari o fibrosi.

"Il trattamento", spiega il professore, "si svolge in più fasi: prima si effettua un drenaggio con massaggi manuali , si passa poi alla microdermoabrasione a cristalli di corundum che elimina lo strato corneo più superficiale e regolarizza la cute che viene infine detersa, in base al suo pH, con soluzioni contenenti bicarbonato o acidi glicolico, retinico, ascorbico. Si passa poi alla dermoelettroporazione: sull'area da trattare viene posta una garza sterile imbevuta di sostanze scelte in base al problema: nutrienti e biorigeneranti - collagene, elastina, aminoacidi, vitamine, botulinosimili - in caso di rughe; per cellulite e stasi venolinfatica sostanze antinfiammatorie, flebotoniche o fibrinolitiche - dove viene fatto scorrere un piccolo "manipolo" che emette lievi impulsi elettrici e vibrazioni: i primi consentono l'assorbimento "cellulare" mentre le vibrazioni stimolando particolari recettori (corpuscoli di Merkel deputati alla circolazione sanguigna) favoriscono la rivascolarizzazione, la rigenerazione dei tessuti e l'attività delle cellule, in particolare dei fibroblasti che producono nuovo collagene, nonché dei macrofagi che "ripuliscono" la pelle. Dopo la seduta della durata di circa un'ora l'area trattata viene accuratamente idratata con apposite creme."

Il trattamento è indolore - può comparire un lieve rossore che permane per 24-36 ore. In alcuni casi, in presenza di macchie di pigmentazioni dovute all'età e al fotoaging, si possono formare delle piccole crosticine che si risolvono in due o tre giorni. Per migliorare i risultati ottenuti e ottimizzare l'azione riempitivo-stimolante dopo la dermoelettroporazione si può si può ricorrere al lipofilling: piccoli innesti di autocollagene ottenuti preparando il proprio grasso con particolari liquidi vascolarizzati che permettono di aumentarne la produzione da parte dell'organismo.

Cellulite
Transderm, secondo i dati di uno studio clinico che ha coinvolto 400 donne con varie patologie (rughe, esiti di acne cicatriziali o sclerotici, smagliature di vecchia data, cellulite e stasi venolinfatica), si è dimostrata particolarmente efficace soprattutto in quelle aree cellulitiche di maggior difficoltà terapeutica, come la regione interna delle cosce e la regione posteriore, (cioè la zona su cui si sta maggiormente seduti). "Riattiva" spiega Bacci, "i naturali processi metabolici rigenerando nuovi tessuti e favorendo nello stesso tempo l'eliminazione di quelli irregolari o fibrosi come la pelle a buccia d'arancia e interviene sul microcircolo, ponendosi così come importante complemento di altri trattamenti."
Le sostanze curative per la cellulite veicolate con la dermoelettroporazione sono antinfiammatori, flebotonici, aminoacidi, acetil Coa, fibrinolitici per migliorare la circolazione sanguigna rallentata, ridurre l'infiammazione dei tessuti e favorire l'eliminazione dei liquidi ritenuti. Un ciclo di trattamento completo prevede 5–12 sedute l'anno a cui seguono i soliti richiami mensili o bimensili di mantenimento. Costo: da 80 euro.

Rughe
"Con l'età", spiega l'esperto, "l'epidermide diventa più rigida e secca con la comparsa di rughe e pieghe più o meno profonde . Dopo il trattamento transdermico i parametri (rugosità +71% circa - profondità +83% circa) dimostrano un notevole miglioramento estetico, con netta riduzione della rugosità e aumento dello spessore della pelle."
Il trattamento prevede da 4 a 15 sedute all'anno in base all'entità del problema seguite dai soliti "ritocchi" mensili o bimensili di mantenimento.

Rughe fronte e contorno occhi - per chi non vuole il botulino
"Le rughe che si formano nel contorno occhi, le cosiddette 'zampe di gallina' sono difficili da colmare", ricorda Bacci , "perché la pelle in quel punto è molto sottile e delicata. L'infiltrazione di qualsiasi sostanza rischia di raggrumarsi e formare tanti piccoli bozzetti. Inoltre la ruga non è causata da un danno della pelle ma da una iperattività muscolare mimica. Attualmente la principale arma a disposizione è rappresentata dalle iniezioni di tossina botulinica, una sostanza che "paralizza" i muscoli. Si tratta di un veleno molto tossico che deve essere iniettato solo da medici specialisti esperti che sappiano dosarlo in modo corretto. L'effetto collaterale più evidente, che spesso il paziente rifiuta, è la faccia priva di espressione e di mimica. Il nostro volto non è soltanto proporzione, curve e volume, ma è soprattutto espressione. Eliminare la mimica significa rendere il viso giovane, ma freddo ed inespressivo. Per questo, la tossina botulinica si esegue in piccolissime dosi soltanto in precise regioni della parte superiore del volto. Oggi, grazie alle capacità della dermoelettroporazione ed alla possibilità di produrre sinteticamente peptidi puri, si possono utilizzare per via transdermica queste sostanze botulinosimili (sostanze con azione botulinosimile ma privi della parte tossica) che consentono di ottenere soddisfacenti risultati, non certamente sovrapponibili a quelli della tossina, ma sempre di estremo interesse".

Lipofilling colturale
Utilizzando cellule provenienti dalla stessa persona cui vengono in seguito reintrodotte, risolve i solchi delle rughe e le aree del volto "scavate" dall'invecchiamento senza rischi di rigetto e di allergie. Una microscopica incisione di uno-due millimetri dietro l'orecchio da cui viene prelevata una piccola quantità di tessuto: è quanto basta per ottenere, grazie a tecniche di coltura cellulare, un numero elevato di proprie cellule che vengono in seguito reintrodotte in altre parti del viso. "La tecnica del lipofilling", spiega il professor Bacci, "non è nuova: del grasso prelevato da una parte del corpo viene reintrodotto in un'altra area per modellarne le forme. Il grande limite di questa metodica consiste però nel fatto che, anche se il grasso attecchisce, non si può prevedere la durata nel tempo". Infatti se il grasso prelevato dall'addome viene introdotto nella stessa zona, per esempio nel gluteo, riesce a vivere abbastanza a lungo, mentre lo stesso grasso prelevato dall'addome quando viene reiniettato in un'area "lontana", come il viso, viene riassorbito rapidamente. Si è infatti scoperto che le cellule adipose non presentano le stesse caratteristiche: una cellula proveniente dai fianchi ha minori probabilità di sopravvivere se viene "spostata" per esempio nel seno. Per ottenere un risultato duraturo è quindi necessario utilizzare cellule adipose provenienti dalla medesima area in cui devono essere reintrodotte. Non sempre ciò era realizzabile: nel viso non ci sono quantità sufficienti di tessuto adiposo da prelevare. Questa difficoltà è stata ora superata grazie alle biotecnologie che consentono di coltivare in vitro le cellule. Subito dopo il prelievo dietro l'orecchio ed effettuato con una particolare microaspirazione (attraverso un idoneo ago senza anestesia locale che altera le strutture cellulari) le cellule vengono inviate a un centro specializzato dove vengono poste in coltura fino a riprodurre una quantità di fibroblasti, cheratociti e adipociti corrispondente alle necessità . Quando sono pronte le "nuove" cellule vengono introdotte nuovamente con delle iniezioni sottocutanee nelle aree da trattare dove producono collagene e fibre elastiche (l'impalcatura di sostegno della pelle) determinando un progressivo ringiovanimento del volto. L'autotrapianto di cellule (per le rughe si usano solo fibroblasti e cheratinociti) spiana rughe nasolabiali, del contorno occhi e soprattutto elimina quella fittissime trama di piccole linee verticali che si formano sopra le labbra. Tale trattamento è da riservare solo a particolari casi selezionati, poiché richiede lunghi tempi di attesa ed è alquanto costoso. L'utilizzo delle cellule adipose è ancora a livello di sperimentazione".

Acne
"Sulle cicatrici dell'acne" dice Bacci, direttore della Scuola Medica Toscana ad Indirizzo Estetico, che ha perfezionato questa metodologia, "finora trattate con dermoabrasione o con peeling chimici aggressivi o con l'acido retinico, Transderm ha evidenziato un ulteriore miglioramento dei risultati nell'86% dei casi trattati. Il procedimento è lo stesso utilizzato per tutte le altre patologie cutanee con la differenza che la dermoabrasione preventiva raggiunge nel derma strati più profondi per eliminare e spianare le irregolarità della pelle e far giungere alle cellule le sostanze curative.

Per chiarimenti: baccipa@sisted.it