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La pubblicità sanitaria su Internet
Dall'Ordine dei Medici di Firenze riceviamo questa interessante nota
 
In questo periodo sono state particolarmente numerose le richieste di chiarimenti in materia di pubblicità sanitaria su Internet. Da parte del Consiglio Direttivo dell'Ordine dei Medici di Firenze furono già emanate nell'Aprile 2000 delle precise Linee Guida che regolamentavano la presenza di medici, odontoiatri e strutture sanitarie in rete; è infine di questo Febbraio la circolare FNOMCeO in cui si afferma che tutti i siti Web di medici e odontoiatri devono essere preventivamente autorizzati dall'Ordine di appartenenza del professionista richiedente a mezzo nulla-osta. Evidentemente queste notizie non sono ancora giunte a conoscenza di tutti i colleghi e sull'argomento persiste un po' di confusione.

E' quindi necessaria una sintesi della normativa attualmente vigente ad uso e consumo di tutti i professionisti che desiderano ottenere una maggiore visibilità con gli strumenti informatici ma anche di quelli che fruiscono della rete come utenti e che possono fornire un efficace ausilio alle Commissioni Deontologiche nel rilevamento di eventuali comportamenti illeciti.

La legge 175/92 e successive modifiche (42/99 e 362/99) che disciplina la materia della pubblicità sanitaria in generale, non prevedeva alcuna forma di regolamentazione di questa particolare tipologia di pubblicità; ma si è ritenuto opportuno salvaguardare lo spirito del Codice Deontologico in merito al diritto del cittadino di una libera e consapevole scelta del curante e alla necessità di preservare il corretto rapporto trai colleghi nel rispetto del decoro professionale.

Pertanto da parte del Consiglio Direttivo Provinciale è stato deliberato che dell'apertura del sito Web deve essere data comunicazione all'Ordine, indicandone chiaramente indirizzo e contenuti. In conformità con la citata circolare FNOMCeO, si ritiene oggi opportuna anche la richiesta di nulla-osta preventiva e in ogni caso l'Ordine si riserva di svolgere controlli per verificare il contenuto dei messaggi diffusi. Questi devono contenere unicamente informazioni corrette, obiettive e veritiere, evitando qualsiasi forma di comparazione dell'attività fra colleghi nel tentativo di far apparire qualitativamente migliore la propria.

Non devono essere presenti spazi pubblicitari, né di aziende farmaceutiche né di enti o organismi pubblici o privati operanti nel settore sanitario; sono invece consentiti gli spazi pubblicitari tecnici che forniscono strumenti utili alla navigazione, ad es. software per scaricare files o leggere documenti ed anche l'utilizzo di strumenti di controllo e monitoraggio degli accessi da parte del proprietario del sito. Possono essere presenti zone riservate ai professionisti medici o odontoiatri contenenti materiale informativo specifico, preventivamente autorizzato dall'Ordine, per l'accesso alle quali sia necessario l'uso di una password e la compilazione di apposito form di registrazione da parte dell'utente.

Il professionista titolare del sito deve indicare nella home page il numero di iscrizione all'Albo professionale della provincia di residenza; può presentare il proprio curriculum e le esperienze lavorative, ma non è attualmente consentita la menzione dell'eventuale pratica di medicine non convenzionali. Il sito deve contenere indicazioni chiare sulle modalità organizzative della propria attività professionale (es. orari, istruzioni per la prenotazione delle visite ecc) e può prevedere anche pagine sulla prevenzione e sull'educazione sanitaria inerenti la disciplina esercitata.

E' possibile informare il pubblico delle eventuali convenzioni stipulate dal professionista con associazioni di mututalità volontaria e possono essere riportate le tariffe praticate nell'esercizio della professione, fermo restando l'obbligo del rispetto del tariffario nazionale di cui al DPR 17/02/92.

Sono infine consentite consulenze tramite e-mail, purché nel sito compaia chiaramente l'apposito avviso specificante la natura di mero suggerimento delle risposte, che non possono in alcun modo sostituire la diagnosi formulata dopo visita diretta del paziente.

[fonte: Ordine dei Medici di Firenze, febbraio 2004]