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La nuova legge sulla Procreazione Assistita
Al Senato è in corso di approvazione una nuova legge sulla Procreazione Assistita. Abbiamo chiesto alla dott.ssa Claudia Livi, del Centro di Procreazione Assistita Demetra di Firenze, una opinione sulle conseguenze di questa legge al momento che sarà approvata secondo le linee impostate dal Governo di Centro Destra

dott.ssa Claudia Livi – Centro Procreazione Assistita "Demetra" di Firenze"La legge tuttora in discussione al Senato è un insieme di divieti, e, se verrà approvata, verrà vietato il ricorso a spermatozoi o ovuli donati da persone esterne alla coppia (la cosidetta inseminazione eterologa), saremo obbligati a non fecondare più di tre ovuli e non sarà possibile congelare gli embrioni che si formano in più."

"Con la messa a punto della metodica ICSI (Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) la grande maggioranza dei pazienti che fino ai primi anni '90 non poteva che rivolgersi all'inseminazione con sperma di donatore, ha potuto eseguire cicli di fecondazione assistita con i suoi stessi spermatozoi, anche se presenti in numero esiguo o addirittura prelevati direttamente dal testicolo. Le probabilità di successo sono accettabili, e si aggirano – in donne sotto i 35 anni – intorno al 29% . Esistono comunque casi in cui non si può fare a meno del seme eterologo: pazienti azoospermici dopo terapie per tumori testicolari o altre neoplasie, pazienti con azoospermia cosidetta “secretiva” (cioè che non producono spermatozoi del tutto) o pazienti portatori di malattie genetiche gravi che possono essere trasmesse alla prole."

"Il divieto del ricorso a questa tecnica spingerebbe – come sempre in caso di proibizionismo e non di regolamentazione – molte persone all'uso di “fonti non sicure” di gameti eterologhi o, per chi può permetterselo, a viaggi all'estero dove questa procedura è da anni legalizzata. Credo che sia un esempio per tutti ricordare la legge 194/78 che regola l'interruzione volontaria di gravidanza: l'esistenza di questa legge ha consentito che le donne che si trovassero nella necessità di ricorrere all'aborto, possano farlo in strutture controllate e protette dal punto di vista sanitario. L'esistenza della legge non obbliga certo a ricorrere all'aborto: lascia alla libera scelta del cittadino la possibilità di farlo e tutelandone la salute."

"Così come invece non tutela la salute delle donne il divieto di fecondare più di tre ovuli. Sfortunatamente è molto difficile giudicare preventivamente il numero di embrioni ottenibili da un prelievo ovocitario (la media di embrioni che si formano è del 50 – 60%). L'obbligo di inseminarne solo tre ci costringerà ad una sorta di roulette: sarà molto probabile avere un numero inferiore di embrioni, spesso neppure uno da trasferire. In questo caso, la paziente avrà perciò preso farmaci, si sarà sottoposta a controlli ecografici e prelievi ematici, avrà fatto una anestesia e un prelievo ovocitario per niente! Da un punto di vista clinico, questo è il divieto con le implicazioni più severe. Limitare il numero di ovociti da inseminare, limitare il numero di embrioni da produrre (unito al non permettere la crioconservazione di embrioni o zigoti) porta a conseguenze gravissime. E' possibile affermare con una ragionevole certezza che, se la legge sulla fecondazione in vitro sarà approvata senza alcuna modifica, potremmo avere il dimezzamento delle percentuali di gravidanza."

"Anche il divieto del congelamento embrionario avrà come effetto più immediato l'aumentare del numero dei cicli FIVET: è stato calcolato che una paziente, per mantenere le percentuali di gravidanza attuali, dovrà triplicare il numero dei cicli con conseguente notevole peggioramento del rapporto costi/benefici."

[dott.ssa Claudia Livi – Centro Procreazione Assistita "DEMETRA" di Firenze]