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Un trattamento anti-ipertensivo può prevenire l'ictus

In soli cinque mesi una terapia anti-ipertensiva specifica, mirata alla prevenzione dell'ictus può ridurre il rischio di un evento cerebrovascolare dal 20 al 15% negli uomini e dal 20 al 17% nelle donne; essa, inoltre, può far diminuire tale rischio dal 13 al 10% per i pazienti con meno di 65 anni e dal 26 al 22% in quelli più anziani. Si tratta di Losartan, il primo farmaco antipertensivo che in Italia ha ricevuto l'indicazione nella prevenzione dell'ictus.

E' questo un dato che ha suscitato grande interesse poiché finora si riteneva che nella riduzione della pressione arteriosa il miglior trattamento documentato per diminuire il rischio combinato di malattia e decesso per cause cardiovascolari fosse dato da betabloccanti più diuretici, combinazione terapeutica che aveva acquisito un posizione primaria nella maggior parte delle linee-guida.

Al riguardo, i dati sono stati ampiamente dimostrati dall'indagine ForLife, promossa dalla SIIA (Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa) con il sostegno di Merck Sharp&Dohme, che si inserisce nel contesto di un programma educazionale con crediti ECM indirizzato ai medici di medicina generale, il Progetto ForLife realizzato nel 2003.

L'indagine, la prima ad essere stata condotta solo su una popolazione italiana e che ha previsto un monitoraggio estremamente attento dei soggetti inseriti, ha permesso di raccogliere un'ampia e particolareggiata casistica (finora inesistente) relativa al rischio di ictus. Oltre alla numerosità del campione (12.792 pazienti reclutati) più di 9 persone su 10 sono state osservate almeno tre volte nel corso dei 5 mesi dal medico di medicina generale.

Un ulteriore risultato di fondamentale interesse è scaturito dall'analisi dell'effetto di questo antipertensivo in due sottogruppi di individui, con Ipertrofia Ventricolare Sinistra IVS e con diabete mellito. Nel gruppo dei pazienti con IVS si è riscontrata una riduzione del rischio dal 47 al 37% negli uomini e dal 47 al 42% nelle donne, mentre nel gruppo dei diabetici (pazienti ad aumentato rischio di eventi cardiovascolari) si sono riscontrati benefici superiori all'atenololo per mortalità e morbilità combinate per cause vascolari (-24%).

L'importanza di una terapia mirata di prevenzione dell'ictus nell'iperteso è stata discussa ieri a Milano nel corso di un incontro al quale hanno partecipato grandi esperti del settore. "Nei pazienti dello Studio Life, ovvero gli ipertesi ad alto rischio affetti da ipertrofia ventricolare sinistra e diabetici - ha affermato il prof. Giuseppe Mancia, Ordinario di Clinica Medica, Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca - losartan ha dimostrato di offrire maggiore protezione rispetto alle terapie tradizionali con i betabloccanti esaltando notevolmente le potenzialità della terapia antipertensiva e la sua funzione di prevenzione nei confronti delle malattie cardiovascolari".

Nel corso degli interventi è stato messo in evidenza come l'ipertensione arteriosa possa essere controllata attraverso diverse classi di terapie farmacologiche o associazioni delle stesse, e come non sempre si raggiungano gli obiettivi prefissati di riduzione del rischio, soprattutto in presenza di una pluralità di fattori modificabili e non modificabili di rischio (obesità, diabete, IVS, ecc.). Per tale motivo è stato ancora una volta sottolineato come, oggi, per garantire una maggiore protezione del rischio di ictus nel paziente iperteso, sia importante l'utilizzo di una terapia farmacologia che oltre a ridurre i valori pressori abbia provate proprietà protettive dirette del circolo e/o tessuto cerebrale.

[fonte: Salute Europa News]