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Calvizie: cosa fare?
Ne parliamo con il dott. Carlo Grassi, specialista in chirurgia plastica del Centro chirurgico San Paolo di Pistoia e membro della Società Italiana per la Cura e la Chirurgia della calvizie.

dott. Carlo Grassi, specialista in chirurgia plastica del Centro chirurgico San Paolo di Pistoia e membro della Società Italiana per la Cura e la Chirurgia della calvizieLa calvizie è un problema che affligge oltre il 70% degli italiani dopo i 30 anni. Per tornare ad avere capelli folti molti uomini ricorrono a cure palliative, che oltre che inefficaci sono spesso dannose per la salute. L'unica soluzione invece è rivolgersi ad un medico specialista. Infatti in questo campo recentemente la chirurgia plastica ha fatto notevoli progressi soprattutto con la tecnica dell'autotrapianto.


Cos'è la calvizie?

Nella razza bianca la calvizie interessa circa il 60% degli uomini sotto i 30 anni, ed il 70% dopo questa età. L'arretramento della linea di attaccatura dei capelli a livello frontale inizia durante l'adolescenza subito dopo la pubertà: gli ormoni maschili mentre da una parte fanno comparire la barba ed i peli del torace provocano l'inizio della caduta. E' ereditaria e dovuta alla sensibilità costituzionale dei follicoli piliferi all'azione degli ormoni maschili, il testosterone. Spesso è accompagnata da una eccessiva produzione di sebo, seborrea, e da una desquamazione epidermica nota come forfora Al testosterone "attacca" il capello perché riduce la sua fase di crescita e stimola la produzione di sebo che strozza i bulbi piliferi provocandone l'involuzione. Nella maggior parte dei soggetti la perdita segue una evoluzione lenta anche se progressiva e può essere considerata come naturale e fiosiologica acquisizione dell'aspetto fisico "maturo". Il ridursi della fase di crescita del capello con l'età è del tutto normale. Molti uomini già a 20 anni presentano però un innaturale eccessivo diradamento. Questo segue una progressione prevedibile secondo un modello familiare e può arrivare a vari livelli di gravità per poi stabilizzarsi.

Le zone di capelli più radi tendono a confluire con l'età ma anche nelle forme estreme di calvizie è quasi sempre risparmiata una corona di capelli posteriore e laterale, alla nuca e alle tempie, che configura la "calvizie ippocratica". Prognosi della gravità della calvizie. L'estensione e la rapidità della perdita si possono prevedere in base alla storia familiare, babbo o nonno materno calvi, e all'entità della stempiatura, cioè dell'arretramento della linea fronto-parietale dei capelli. Più ampia e profonda è questa incisura alopecica più rapido e grave sarà il livello della calvizie. Abbiamo così due tipi di calvizie nel maschio:

1. calvizie ad evoluzione lenta: è la forma più comune: inizia a 27.35 anni e progredisce lentamente per decenni senza divenire mai molto grave.

2. calvize ad evoluzione rapida: inizia a 17-18 anni, si manifesta già
a 20 anni, si aggrava a 22-23-anni ed è completamente evoluta a 28-30 anni. Il ragazzo può incolpare le cose più disparate, il servizio militare, l'uso del casco della moto, ma in realtà l'unica causa e la predisposizione familiare. Lo stress è certamente una concausa probabilmente perché innalza il livello di adrenalina con ridotto afflusso di sangue, e quindi di ossigeno e nutrimento, nel cuoio capelluto. I fattori emotivi e lo stato d'animo influiscono sulla pelle e i suoi accessori: la pelle origina dallo stesso tessuto embrionale da cui si sviluppa il sistema nervoso, l'ectoderma, e non va considerata come un semplice rivestimento del nostro corpo ma come lo specchio del complessivo stato di benessere psicofisico dell'intero organismo.

Ma veniamo all'autotrapianto, è vero che negli ultimi anni questa tecnica ha fatto notevoli progressi?
Oggi l'uomo o la donna che si affidano a questa procedura possono contare su un risultato naturale perché il trapianto dei singoli bulbi ed il rinfoltimento che si ottiene non lascia percepire l'opera del chirurgo.

Come si sceglie il paziente?
Il paziente da sottoporre al trapianto è scelto in base alla estensione della zona calva da coprire ed alla densità e qualità dei restanti capelli. Si valuta che tale metodo sia possibile nell'85% delle persone con problemi di calvizie. Con l'autotrapianto si può intervenire sia nelle forme iniziali di calvizie, per ridurre ad esempio le stempiature, sia nelle forme gravi in cui tutta la zona frontale e parietale è calva: in questi casi l'infoltimento migliore è graduale e progressivo e può di richiedere più di una seduta ognuna con l'inserimento di 2-3000 bulbi. Non è opportuno sottoporsi a sedute di trapianto maggiori della metodica che noi utilizziamo in quanto il tempo operatorio si allunga troppo, fino a 7 ore, con eccessivo disagio per il paziente. Oltre che estenuante la procedura richiede poi una convalescenza prolungata. Riteniamo inoltre che un recupero progressivo dei capelli sia più naturale e sicuro: si evita infatti di sprecare parte degli innesti preparati a discapito di futuri eventuali rinfoltimenti. Ricordiamo che la "riserva" di capelli prelevabile dalla nuca non è infinita anche se alta, 10-12.000 bulbi.

Generalmente è opportuno non intervenire prima dei 24-25 anni: è infatti prudente aspettare il momento in cui la calvizie appaia stabilizzata anche se la sua evoluzione è un fenomeno abbastanza imprevedibile. L'evoluzione della metodica del trapianto, che oggi grazie ai micro-innesti è atraumatico e privo di effetti negativi sulla parte ancora presente di capelli nella zona diradata, permette di intervenire anche in paziente più giovani. E' importante far capire al giovane che riavere tutti i capelli non è possibile e che le "stempiature", sono fino ad un certo punto fisiologiche e normali dopo i 30 anni. Il giovane spesso desidera che venga ricreata una linea anteriore da diciottenne ma il chirurgo plastico non può assecondare questa richiesta. l'effetto estetico positivo deve infatti mantenersi nel tempo, anche quando i capelli circostanti quelli innestati, che durano per sempre, andranno persi per la progressione della calvizie. Il posizionamento della linea anteriore sarà di sempre effettuato nella parte alta della fronte, 9-10 cm al di sopra dei sopraccigli . La donna può essere sottoposta al trapianto purché abbia una densità dei capelli sufficiente nella regione donatrice.

Quali sono le procedure per questa tecnica chirurgica ?
Tutta la procedura è eseguita in anestesia locale del tutto indolore, dura circa 2-3 ore e non richiede alcun ricovero . Si esegue dapprima il prelievo di una striscia di cuoio capelluto nella regione posteriore occipitale della testa, la nuca. Una striscia lunga 12/16 cm e larga 1,5 cm permette di ottenere circa 3.000 bulbi: ogni cm quadrato di cuoio capelluto contiene infatti circa 150 bulbi. La zona donatrice è subito chiusa con una sutura che lascia una cicatrice lineare inapparente perché nascosta dai capelli circostanti a patto che questi siano lunghi almeno 2 cm. Si sceglie la regione occipitale perché questa zona del cuoio capelluto ha una origine embrionale diversa e le sue unità pilifere sono insensibili agli effetti degli ormoni maschili. La metodica richiede molta delicatezza ed esperienza. Non è indicato l'uso del microscopio: oltre che inutile può rallentare molto la procedura di sezionamento dei singoli innesti. Una seduta di trapianto prevede mediamente l'impiego di circa 100 innesti monobulbari, 200 micro-innesti e 500 mini-innesti: in totale circa 3000 bulbi.

Gli innesti come vengono collocati?
Gli innesti sono collocati attraverso micro-incisioni profonde 4-5 mm: si mettono in pratica dei semi in piccoli solchi distanti tra loro 2-3 mm. La linea più anteriore, quella quindi più importante dal punto di vista estetico, richiede l'inserimento di singoli bulbi dentro minuscoli forellini larghi 1 mm ottenuti con uno speciale ago, aghi di Nokor. Si creano così 2-3 linee dietro le quali sono poi collocate varie file di micro-innesti "slit", cioè innesti contenenti 2 bulbi, introdotti attraverso fessure di 2-3 mm ottenute con lame microchirurgiche. Dietro ancora sono collocati innesti leggermente più grandi mini-innesti, contenenti 3-4 bulbi anch'essi introdotti attraverso microincisioni. Tutti gli innesti sono collocati in modo che i capelli cresceranno con lo stesso orientamento dei capelli ancora presenti nella zona. Nella parte anteriore sono messi con una inclinazione in avanti di 45°. Questo tipo di rinfoltimento, è più efficace di quello ottenibile con i soli innesti monobulbari in quanto questi, ottimi per dare naturalezza alla linea di attaccatura anteriore, non sono in grado di rinfoltire sufficientemente la parte centrale della zona calva. Inoltre nella procedura di ricavo dei monobulbari può essere scartata una parte non trascurabile di bulbi a discapito del numero complessivo di capelli innestati.

Quanto dura la convalescenza e come ricrescono i capelli?
Il paziente dopo aver effettuato il trapianto lascia l'ambulatorio senza alcuna fasciatura. Gli innesti attecchiscono in poche ore e il giorno dopo si possono già lavare i capelli. Per 3-4 giorni ci può essere un certo gonfiore della fronte. La persona è quindi subito presentabile. Sopra le microincisioni per circa 2 settimane restano delle piccole crosticine che si staccano da sole con i successivi lavaggi. I punti di sutura nella zona di prelievo cadono da soli e non è necessario rimuoverli.
I nuovi capelli iniziano a crescere dopo un tempo variabile, in media dopo 2-3 settimane ma a volte anche dopo alcuni mesi. Una volta spuntati crescono 1 cm al mese come tutti gli altri capelli ed avranno presto una lunghezza sufficiente a produrre un beneficio estetico evidente. Questi capelli sono geneticamente predisposti a crescere forti e robusti per sempre.

Quali sono i consigli che si sente di dare a tutte le persone che sentono questo problema?
La domanda di cure per la perdita dei capelli è in forte crescita e spesso chi soffre di calvizie non sa a chi rivolgersi. I giornali e le riviste riportano tutti i giorni la reclame di sedicenti centri specializzati.
La prima cosa da fare è chiedere consiglio al medico di famiglia che potrà indicare un dermatologo di sua fiducia. Non andare per sentito dire. Accertarsi sempre di avere a che fare con un medico: talvolta persone che lasciano credere di essere medici riescono ad abbindolare con false promesse. Diffidare di chi dopo un rapido esame prevede un forte rischio di rapida e grave calvizie a meno che non ci si sottoponga subito ad un trattamento intensivo a base di massaggi e applicazioni locali di prodotti speciali. Stare in guardia quando viene reclamizzata una prima visita senza alcun costo: il peggio sta per iniziare. Diffidare se viene richiesta la firma di un contratto per sottoporsi ad un ciclo di trattamenti. Questi contratti sono spesso vincolanti e si rischia di impegnarsi economicamente per un periodo imprevisto.

Medici&Salute ringrazia per la collaborazione
il dott. Carlo Grassi, specialista in Chirurgia plastica
del Centro Chirurgico San Paolo, Pistoia,
tel. 0573.380481


Per maggiori informazioni cliccare sul sito www.microinnesti.it